1999 – Tempi difficili, ma pieni di speranza

Il Consiglio elegge il nuovo Presidente, Prof. Umberto Torelli, che firma con l’AUSL la prima convenzione per l’assistenza domiciliare ematologica. Tante le difficoltà da superare ma, la più impegnativa è stata quella di trovare uno specialista che fosse disposto ad assumersi l’impegno di assistere a domicilio dei malati ematologici. Il “coraggioso” fu il Dott. Enzo Favale al quale va il grande merito di aver iniziato e fatto crescere un servizio specialistico, che ha reso decisamente migliore la qualità di vita di molte centinaia di pazienti. Successivamente inizia la sua collaborazione una valente infermiera specializzata, la signora Paola Baldanzi e, qualche anno dopo, si unisce a loro un altro ematologo, il Dott. Pierluigi Alfieri, grazie al quale il servizio poté essere esteso alla provincia modenese.
L’Associazione, priva di una sede propria (disponeva solamente di un piccolissimo ufficio al piano terra del policlinico) viene ospitata da un consigliere nella propria azienda dove una volontaria, la signora Loretta Picchioni, comincia ad occuparsi dell’organizzazione e del coordinamento dei volontari. Scrive il prof. Umberto Torelli “E’ lei, che ha saputo trasformare, in pochi anni, un piccolo gruppo di volontari in una Associazione provinciale capace di mobilitare decine e decine di persone, che hanno piena fiducia che nulla del loro tempo e dei loro sforzi andrà sciupato e che, ogni euro raccolto diventerà un momento di cura per un paziente o un momento di lavoro per un ricercatore qualificato e motivato”. Prendono così vita i punti di raccolta fondi sparsi in città e in tutta la provincia, dove i volontari affrontano una cittadinanza ancora poco consapevole dei bisogni dei malati onco-ematologici.
