2000 – Nasce il Laboratorio di Ricerca Genomica denominato “XLAB”

La cellula staminale protagonista del XXI Secolo

Era appena stata messa a punto, negli Stati Uniti, una tecnologia sofisticatissima per lo studio dell’espressione del genoma, cioè per determinare quali e quanti geni sono in funzione nei diversi tipi di cellule. Per questi studi era stato messo in commercio uno strumento estremamente sofisticato, capace di un rendimento analitico altissimo, ma di un costo per noi allora proibitivo. Grazie all’appoggio della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, lo strumento fu acquistato ed installato presso il Dipartimento di Scienze Biomediche, all’interno di un laboratorio dedicato esclusivamente al suo uso.  La responsabilità del laboratorio fu assunta dal Prof. Sergio Ferrari, Ordinario di Biologia Cellulare, affiancato da tre giovani ricercatrici finanziate da AIL Modena.

Nel 2002 i primi risultati del Laboratorio di Ricerca “XLAB”.

Una delle caratteristiche principali delle cellule della leucemia acuta è la loro capacità di maturare spontaneamente. In particolare, si è notato che un certo numero di geni riduce o cessa la propria attività mentre altri aumentano la propria espressione. Inoltre, un certo numero di geni si accende indicando che la cellula matura acquisisce delle funzioni che prima non aveva. Ora, grazie al Laboratorio XLAB noi sappiano qual è il programma genico che si attiva quando una cellula matura va incontro a differenziamento terminale. L’obiettivo di queste ricerche, effettuate con la tecnica dei microarrays, è quello di individuare le variazioni di espressione genica che fanno sì che, da una cellula totalmente indifferenziata, cioè non specializzata, si passi ad una cellula già indirizzata verso una determinata filiera maturativa che porta alla formazione di granulociti, monociti, globuli rossi, linfociti e piastrine.