1995 – Breve storia dell’ematologia modenese.

Molti modenesi che non hanno superato i cinquant’anni sono abituati a pensare che se dovesse capitare, a loro o ai loro familiari, qualcuna delle tante malattie che sono incluse nel gruppo che gli anglosassoni oggi chiamano ‘blood cancers” (leucemie, linfomi e mieloma) potrebbero rivolgersi ad un centro del nostro Policlinico, dove troverebbero l’approccio diagnostico e terapeutico più qualificato che oggi si possa desiderare. Quel Centro si chiama Cattedra e Struttura complessa di Ematologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria del Policlinico ed esiste, naturalmente in una forma molto più semplice, dal 1976.

Ma un centro di alta specializzazione come quello modenese non è e non può essere originato per decreto amministrativo. Esso può solo essere la conseguenza della istituzionalizzazione di competenze, frutto del lavoro di avanguardia di molti studiosi per decenni. Vediamone in breve la storia.

Diciamo subito che l’Ematologia modenese nacque nell’inverno del 1951, quando la Facoltà di Medicina dell’Università di Modena chiamò a ricoprire la cattedra di Patologia Speciale Medica e Metodologia Clinica, il professor Edoardo Storti, che era il più giovane ed anche il più apprezzato allievo di Adolfo Ferrata, Clinico Medico dell’Università di Pavia, unanimemente considerato uno dei padri dell’ematologia europea. Storti aveva lavorato per anni sia a Parigi che in Germania, dove era molto conosciuto e stimato, e aveva dedicato tutta la vita allo studio delle malattie del sangue. Egli portò con sé tre collaboratori, e si circondò sin dai primi anni di molti giovani, che erano ancora studenti, che si laurearono con lui e che rimasero con lui per molti anni, formando quella che venne chiamata “la scuola di Storti”.

La quantità e la qualità del lavoro svolto nel primo decennio da quella “scuola” è quasi incredibile. Tra i tantissimi lavori pubblicati, basti pensare al dosaggio del DNA nelle cellule leucemiche (1956) o al primo lavoro sul trapianto di midollo osseo (1958). Non meno numerosi e importanti sono i lavori pubblicati nel decennio successivo. Basti ricordare i tanti studi sulla moltiplicazione ed il metabolismo delle cellule del sangue, sull’efficacia di nuovi agenti chemioterapici come gli alcaloidi della Vinca nel linfoma di Hodgkin o l’idrossiurea nella leucemia mieloide cronica.

Per concludere, è giusto ricordare i vastissimi studi su due malattie ematologiche rare come la mielofibrosi idiopatica e l’aplasia midollare, conclusi con due relazioni presentate rispettivamente alla Società Italiana di Ematologia (1967) e alla Società Italiana di Medicina Interna (1969). Nel 1970 Storti veniva chiamato alla cattedra di Clinica medica dell’Università di Pavia, e il suo posto veniva preso da Carlo Mauri che era stato il suo primo aiuto e, nel 1971 la Facoltà di Medicina dell’Università di Modena decideva di istituire l’insegnamento di Ematologia ed incaricava di questo insegnamento l’autore di questa nota (prof. Umberto Torelli ndr). Tre anni dopo le Facoltà di Medicina di Torino, Modena, Bologna, Roma, Palermo e Catania bandivano un concorso nazionale per 6 cattedre di Ematologia, e a conclusione di questo concorso il sottoscritto diventava il primo professore di ruolo di Ematologia nell’Università di Modena. Nel 1976 l’Amministrazione ospedaliera istituiva a Modena un servizio di Ematologia di cui affidava la direzione al titolare della cattedra di Ematologia. Da allora la Cattedra di Ematologia ha avuto quattro titolari: Umberto Torelli, Ubaldo Di Prisco, Giuseppe Torelli e Mario Luppi, che è l’attuale titolare. Oggi la struttura è di gran lunga più complessa di quanto fosse all’inizio, anche perché nei suoi laboratori si svolgono tutte quelle indagini che, per decenni, sono state portate avanti, con carattere direi pionieristico, negli istituti di Patologia Medica e di Clinica Medica, che non esistono più come non esistono più gli insegnamenti relativi.

Questa complessità è indispensabile per portare avanti sia una qualificata attività di assistenza necessaria per la diagnosi e la terapia delle malattie del sangue, sia di natura neoplastica che non neoplastica, sia una ricerca che comporta indagini di biologia cellulare, biologia molecolare, immunologia, citogenetica, ematologia sperimentale. Inoltre la struttura complessa di Ematologia include anche due strutture semplici, una che si interessa del trapianto di cellule staminali emopoietiche (da midollo e da sangue periferico) di cui era responsabile il professor Franco Narni, e una che si interessa di malattie dell’emostasi e della coagulazione, di cui è responsabile il Dott. Marco Marietta.

Occorre tener presente che, senza una ampia e documentata attività di ricerca non si può avere una assistenza qualificata, come provano tutti i grandi centri del mondo dedicati allo studio ed alla cura di queste malattie. L’altissima qualificazione raggiunta dall’Ematologia modenese, di cui i modenesi possono essere giustamente orgogliosi, è testimoniata dalla stima di cui gode sia in campo nazionale che in campo internazionale.